EUROPA, 50 ANNI: CONGRESSO COMECE; PARLANO I GIOVANI (2)

"Ci sono anche altri ambiti nei quali è da ricercare un supplemento di impegno da parte dei giovani cristiani e cattolici. Si tratta dell’amore verso l’uomo e verso la vita declinato all’interno di uno sviluppo sostenibile e della lotta alla povertà. Non è tollerabile che i ricchi siano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. La lezione della storia passata deve servire a costruire il futuro". A questo proposito Andra e Jerome rivendicano "il dialogo come metodo da applicare. L’Europa vive un tempo di pace che dura da 50 anni e abbiamo così la possibilità di essere amici e di non fermarci dentro le frontiere nazionali". Il rischio più grande, per la giovane rumena, "è quello di chiuderci di nuovo e di preparare il terreno a nuove divisioni e odi nazionali. La dimensione post-nazionale che viviamo oggi non deve essere percepita come un pericolo. Abbiamo l’opportunità di andare avanti e di contribuire alla costruzione europea". "Lavorare insieme per prevenire i conflitti – conclude il rappresentante di Jeunes Européens Francia – e capitalizzare le forze vive giovani sono le direzioni da seguire per abbattere gli egoismi e i personalismi che possono minare alle fondamenta questo cammino. I giovani in questo sono i principali attori e non spettatori".