"Non è motivo di sorpresa ha chiesto Benedetto XVI – che l’Europa odierna, mentre ambisce a porsi come una comunità di valori, sembri sempre più spesso contestare che ci siano valori universali ed assoluti? Questa singolare forma di apostasia da se stessa, prima ancora che da Dio, non la induce forse a dubitare della sua stessa identità?". Secondo il Papa, in questo modo si finisce "per diffondere la convinzione che la ponderazione dei beni sia l’unica via per il discernimento morale e che il bene comune sia sinonimo di compromesso. In realtà ha chiarito -, se il compromesso può costituire un legittimo bilanciamento di interessi particolari diversi, si trasforma in male comune ogniqualvolta comporti accordi lesivi della natura dell’uomo". "Una comunità che si costruisce senza rispettare l’autentica dignità dell’essere umano" finisce per "non fare il bene di nessuno. Ecco perché appare sempre più indispensabile che l’Europa si guardi da quell’atteggiamento pragmatico, oggi largamente diffuso, che giustifica sistematicamente il compromesso sui valori umani essenziali, come se fosse l’inevitabile accettazione di un presunto male minore". Un pragmatismo che, per il Pontefice, "nega quella dimensione valoriale ed ideale, che è inerente alla natura umana". (segue)