"Per noi era importante commemorare con gratitudine il cinquantenario della sigla dei Trattati di Roma e ricordare al contempo i valori e i principi che hanno caratterizzato il processo d’integrazione europea fino ai nostri giorni": così mons. Adrianus van Luyn, vescovo di Rotterdam e presidente della Comece, ha illustrato questa mattina, nell’incontro con Benedetto XVI, le motivazioni del congresso Comece in corso a Roma. "Le frontiere fisiche e psicologiche dell’Europa ha aggiunto il vescovo sono oggi meno marcate rispetto a vent’anni fa". Di ciò "possiamo dirci riconoscenti, tanto più che una serie di principi alla base del processo d’integrazione è in armonia con la dottrina sociale cattolica". Richiamando il motto europeo "Unità nella diversità", mons. van Luyn ha aggiunto che la fede cristiana "ci porta a comprendere che l’Europa è unità nella diversità, ma che essa è a sua volta solo una parte dell’umanità unita e diversa". Il presidente della Comece ha infine evidenziato una necessità urgente per l’Europa: "Mettere da parte gli interessi particolari, dare priorità al bene comune in Europa e lavorare in modo responsabile per la pace e la giustizia nel mondo".