Questione energetica, denatalità, sostegno alla famiglia, tutela della vita umana, ma anche l’allargamento dell’Ue. Sono queste le sfide che, per mons. Dominique Mamberti, segretario per i rapporti con gli Stati della Santa Sede, occupano l’agenda europea e sui quali i cristiani hanno molto da dire. Partecipando al Congresso europeo della Comece, in corso a Roma, il ministro degli Esteri vaticano ha ricordato la necessità per l’Ue di "operare una politica energetica efficace" illuminata dalle nozioni di "bene comune e del principio di solidarietà" e ispirata "alla non discriminazione nell’accesso alle risorse, agli investimenti ed alle concessioni". Per Mamberti, "se i bisogni materiali fossero armonizzati con le istanze etiche ad essi connesse, l’Europa si unirebbe nell’impegno di ridurre i consumi di combustibili fossili, e con ciò aiuterebbe anche la pace nel mondo e la protezione dell’ambiente". Per favorire il benessere dei Paesi arretrati "sarebbe necessario incentivare gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione". Tuttavia "non si possono negare gli inaccettabili risultati di una ricerca che non abbia la persona umana al centro dei suoi obiettivi". Chiaro il riferimento al VII programma quadro che favorisce indirettamente la distruzione degli embrioni. Di fronte a tali questioni, i cattolici impegnati nell’ambito pubblico dovrebbero essere consapevoli che è in gioco il futuro dell’Europa". (segue)