Negli loro interventi, Maria Martens, Alojz Peterle e Jószef Szájer hanno riaffermato la realtà dell’Europa come comunità non solo economica. "La sfida attuale più grande sono i valori", ha detto Martens. "Dobbiamo ricordare che la comunità europea non è solo economica" ma comprende "la giustizia, i diritti umani, la solidarietà e la libertà, anche quella religiosa". L’Europa non può sopravvivere senza una riflessione sui propri obiettivi", un processo cui "i cristiani devono contribuire". Un’altra sfida è "cooperare con le persone di buona volontà": a ciò, i cristiani possono contribuire con i propri valori, "per dare un cuore e un’anima all’Europa". Peterle ha evidenziato la storia di successo dell’Ue, basato sulla coesistenza di più culture. Mentre il totalitarismo esclude le diversità, i Padri dell’Ue hanno promosso e rispettato le differenze, ponendo l’essere umano come base e fine dell’Ue. Szájer ha infine evidenziato come le cause e le radici del successo dell’Ue si basino sulla lotta per la libertà e sulla cooperazione comune, esortando l’Ue a "non vergognarsi delle sue radici cristiane", che sono "un fatto storico innegabile".