” “Oggi esiste un "femminismo radicale" che "vuole imporre una rivoluzione culturale, una nuova etica postmoderna" a partire dalla "cancellazione di ogni differenza antropologica tra uomo e donna". A denunciarlo è stata oggi Rocio Figueroa, responsabile del settore donna del Pontificio Consiglio per i Laici, intervenendo alla tavola rotonda su "Femminismi e monoteismi", promossa dalla cattedra "Donne e cristianesimo" della Pontificia facoltà teologica "Marianum". Attraverso "la destrutturazione della possibilità stessa del concetto di verità”, ha spiegato la relatrice, “il femminismo radicale punta a ridurre ogni differenza tra uomo e donna ad una costruzione sociale”. Tra i risultati di questa tendenza, secondo Figueroa, ci sono ad esempio “politiche familiari che non aiutano né l’uomo né la donna, a vivere in modo equilibrato la loro uguaglianza nel mondo”. Per l’antropologia cristiana, ed in particolare per il “nuovo femminismo cristocentrico” di Giovanni Paolo II, la questione dei rapporti tra uomo e donna – ha ricordato la relatrice – “va invece inquadrata nel contesto della reciprocità , come cammino comune di realizzazione nella dualità”. In particolare, nel cristianesimo “maternità”, ma “non nella semplice accezione biologica”, ed “edificazione culturale” sono due parole-chiave per la realizzazione della donna nella “sfera pubblica”.” “