Dalla "Dichiarazione Schuman" (9 maggio 1950) ad oggi: questo l’arco di tempo preso in considerazione dal Rapporto dei Saggi "Un’Europa dei valori. La dimensione etica dell’Unione europea", secondo il quale, per "rimettere l’Europa in contatto con i suoi cittadini, è necessario tornare ai principi originari", ai valori e alla "visione etica della vita e della società" su cui "poggia il progetto europeo". In particolare dopo l’impasse legata ai referendum di Francia e Olanda che "hanno fatto emergere i dubbi e le insoddisfazioni di molti" rispetto all’Ue. "Riavvicinare tra loro i popoli del continente" all’indomani della seconda guerra mondiale, spiega il documento, è stato l’obiettivo primario della costruzione europea, contrassegnata progressivamente dalla "creazione di un mercato comune" (e poi di una moneta unica), dall’adozione del "metodo comunitario", dall’introduzione del concetto di "cittadinanza europea". "L’obiettivo dell’Europa sottolineano i Saggi è approfondire la solidarietà fra i suoi popoli". Tra i principi adottati, la sussidiarietà e la possibilità per alcuni Stati di "progredire a diverse velocità". (segue)