"A me, che ho vissuto in un periodo di gravi limitazioni della libertà, i traguardi conseguiti" in questi cinquant’anni "sembrano un miracolo. Tuttavia occorre proseguire perché l’Europa può e deve ancora crescere nel dialogo, nell’unità e nella cooperazione tra i popoli". E’ "un bilancio positivo, ma che impone di non fermarsi" quello dell’Unione europea che Maria Romana De Gasperi traccia in un’intervista al Sir, alla vigilia del 50°anniversario della firma dei Trattati di Roma. Che cosa ha unito i tre "padri fondatori (De Gasperi, Schuman e Adenauer)"? Oltre al progetto di "riavvicinamento dei popoli del continente", prosegue la figlia di Alcide De Gasperi, "i valori cristiani vissuti in profondità fin dalla giovinezza" e "l’essere tutti e tre uomini di frontiera". La figlia dello statista, che prenderà parte alla cerimonia di commemorazione del padre in programma il 24 marzo, nell’ambito del congresso della Comece a Roma (23-25 marzo, Hotel Ergife) presso la sua tomba nella basilica di San Lorenzo al Verano, ne sottolinea, in particolare, la "concezione alta della politica" che "ha tentato di immettere anche nel progetto europeo", e ne rammenta la convinzione dell’importanza di "educare i giovani ad un futuro europeo".