"La sfrontatezza con cui la ‘ndrangheta impedisce di operare se non si è sotto il suo protettorato o se non si affidano i lavori a una delle proprie ditte conferma chiaramente a tutti, qualora ce ne fosse ancora bisogno, chi sia la reale autorità sovrana in Calabria e irride uno Stato ormai incapace di produrre la benché minima deterrenza". Così il movimento "Comunità Libere" ha commentato le intimidazioni subite da una ditta che sta eseguendo alcuni lavori nel teatro "Don Bosco" di Locri, diffondendo un documento dal titolo "A Locri ancora un’altra sfida allo Stato e alla libertà di mercato!". "È con sgomento e indignazione si legge nel testo – che abbiamo appreso, nei giorni scorsi, dell’ultimo di una serie progressiva di attentati" al cantiere presso il Centro giovanile salesiano di Locri guidato da don Mario Del Piano, "cuore della pastorale giovanile della diocesi di Locri-Gerace". In questi anni il Centro, continua il documento, "ha supportato tutto il cammino di liberazione diocesano a fianco della pastorale del lavoro, del progetto Policoro, del Consorzio sociale Goel, dei ragazzi di Locri. La coerenza nella nostra terra s’imbatte sempre più spesso in circostanze drammatiche e intimidatorie!". (segue)