” “Interpretare "come se fosse rivolto ad una nazione in particolare" un appello "d’indirizzo universale" è un’operazione "del tutto errata", oltre che "una forzatura un po’ provinciale". Così la Pontificia Accademia per la Vita (Pav) prende posizione, in un nota diffusa oggi, su "alcune interpretazioni palesemente parziali e fuorvianti dei contenuti della Dichiarazione finale della XIII Assemblea generale" della Pav, "apparse in questi giorni su alcuni organi d’informazione italiani". La Dichiarazione del 16 marzo scorso è rivolta "alla comunità ecclesiale, alla comunità civile e ad ogni persona di buona volontà, come si addice di consuetudine ad un organismo legato alla Santa Sede", si ricorda nella nota, dove "accanto ai dati della scienza" sono presenti "anche i problemi bioetici connessi". Nella Dichiarazione di quest’anno, infatti, a proposito del "delicato problema del ricorso all’obiezione di coscienza" è contenuta "un’esortazione generale a sollevare un problema di coscienza di fronte alla possibile cooperazione con quegli atti privati o pubblici, che costituissero un attentato all’integrità e alla dignità della vita umana individuale e, laddove non vi fossero alternative, a considerare il ricorso all’obiezione di coscienza". (segue)” “