È un "contributo ideale, valoriale e di testimonianza convinta che ci indica il magistero di Benedetto XVI e dei suoi predecessori" quello che i cristiani possono offrire per l’integrazione europea. Di questo è convinto mons. Giuseppe Merisi, che rappresenta la Chiesa italiana nella Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea). "Anche dal card. Ruini aggiunge il presule – sono venute molte indicazioni in questi anni: egli ha ricordato la positività del procedere insieme, pur nel rispetto delle diversità nazionali e ha sottolineato il principio di sussidiarietà, ricordando come certe tematiche, debbano rimanere di competenza nazionale". Per mons. Merisi, "la Chiesa italiana ha toccato più volte questi punti: penso al Convegno di Verona. Aggiungo che è sempre auspicabile una presenza riconoscibile del laicato; mi è parso fra l’altro importante l’appello lanciato dall’Iniziativa dei cristiani per l’Europa, che ha tra gli ispiratori il francese Michel Camdessus e gli italiani Jahier e Garelli". A giudizio del vescovo, inoltre, "dalle associazioni e dai movimenti cattolici può giungere un sostegno concreto, eticamente fondato, per la costruzione dell’Europa unita”. Domani a Roma, (ore 11, la sala stampa estera, via dell’Umiltà 83c) la conferenza stampa di presentazione del congresso promosso a Roma dalla Comece per i 50 anni dei Trattati di Roma.