"La vera filosofia": così, ha ricordato il Papa, "giunse a definire" la religione cristiana un apologista contemporaneo di Giustino, il Vescovo Melitone di Sardi. "La figura e l’opera di Giustino segnano la decisa opzione della Chiesa antica per la filosofia, piuttosto che per la religione dei pagani", ha sottolineato Benedetto XVI, secondo il quale "con la religione pagana, i primi cristiani rifiutarono strenuamente ogni compromesso", perché "la ritenevano idolatria, a costo di essere tacciati per questo di empietà e di ateismo". Giustino, in particolare, "condusse una critica implacabile nei confronti della religione pagana e dei suoi miti, considerati da lui come diabolici depistaggi nel cammino della verità". La filosofia rappresentò, invece, "l’area privilegiata dell’incontro tra paganesimo, giudaismo e cristianesimo proprio sul piano della critica alla religione pagana e ai suoi falsi miti". "Di fatto ha commentato il Papa – la religione pagana non batteva le vie del Logos, ma si ostinava su quelle del mito, anche se questo era riconosciuto dalla filosofia greca come privo di consistenza nella verità. Perciò il tramonto della religione pagana era inevitabile", in quanto "logica conseguenza del distacco della religione – ridotta a un artificioso insieme di cerimonie, convenzioni e consuetudini – dalla verità dell’essere". (segue)