"Benedetto continua ad essere un personaggio che attrae. Dobbiamo pensarlo come un uomo pragmatico, uomo di speranza incamminato sulla strada del possibile. Maestro esigente che si sforzò sempre di essere più amato che temuto, perché la misericordia, per lui, viene prima ancora della giustizia". Così il card. José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle cause dei santi ha ricordato san Benedetto da Norcia di cui domani ricorre la festa. Aprendo oggi a Subiaco le celebrazioni benedettine il cardinale ha ricordato che "la santità di Benedetto ha lasciato un solco profondo nel tessuto anche civile e sociale dell’intero continente europeo". Un tema richiamato anche pochi giorni prima del Conclave che lo elesse papa con il nome di Benedetto XVI, dal card. Joseph Ratzinger sempre a Subiaco. "San Benedetto e i suoi monaci ha aggiunto il porporato sono stati maestri di spiritualità e di pensiero, sono stati tra i costruttori dell’Europa, civilizzandola e unificandola sui comuni valori cristiani. Dagli inizi ad oggi hanno dato alla Chiesa qualcosa come 10 milioni di monaci e monache, una trentina di papi, 260 cardinali, migliaia di vescovi e più di 360 santi. Una valanga di santità". "Monaci e non monaci ha concluso – dobbiamo guardare a san Benedetto come uno dei pochi grandi maestri non solo della cristianità ma della civiltà".