Proseguire la lotta alla privatizzazione dei servizi idrici e ritirare le 72 proposte di liberalizzazione a livello europeo; ottenere il riconoscimento giuridico dell’acqua come "bene comune dell’umanità" nelle Costituzioni nazionali ed europea e alle Nazioni Unite; creare all’Onu una “Commissione dell’acqua universale”. Sono le prime proposte emerse durante l’Assemblea mondiale dei cittadini e degli eletti dell’acqua (Amece), che si è aperta ieri, 18 marzo, al Parlamento europeo di Bruxelles e si concluderà il 20 marzo. Oltre 600 i partecipanti, provenienti da Africa, Asia, America latina, Europa e Nord America, in rappresentanza di cittadini, parlamentari, amministratori locali, sindacati e imprese. Tra le proposte emerse, quella di chiedere alla Commissione europea di "ritirare le 72 proposte di liberalizzazione dei servizi idrici" e "destinare l’1% delle spese militari per garantire l’acqua a chi non ce l’ha. In questo modo in 4 anni tutti potrebbero avere l’accesso all’acqua potabile e ai relativi servizi sanitari". Il commissario europeo per la cooperazione e lo sviluppo Louis Michel ha dichiarato che "la mancanza di acqua e sanità per miliardi di persone nel Sud del mondo è inaccettabile". Ricordando i 400 milioni di euro stanziati dall’Europa a questo proposito ha poi invitato a "promuovere gemellaggi tra municipi del Nord e del Sud del mondo".