Altro punto dolente senza contare la “dispersione e frammentarietà anche nei piani di studi, nei programmi concentrati e negli appelli che si accalcano senza tregua”. In particolare, i circa 300 universitari presenti a Montesilvano si dicono contrari ad “un uso troppo ristretto della ragione, appena entrano in gioco questioni che non possono essere decise in base al puro metodo scientifico che riduce l’umano a ciò che è misurabile sperimentalmente”. Di qui la sintonia con l’invito del Papa ad “allargare gli spazi della razionalità” e l’auspicio che “la ragione torni a interrogarsi sui fini, sui valori e, quindi, sul senso della vita umana”, partendo dalla consapevolezza che “il significato ultimo della scienza va oltre la scienza stessa”.