CATTOLICI E POLITICA: CASAVOLA, LA "TRADIZIONE RELIGIOSA" BASE PER UN’ETICA "NON ELITARIA"

"Il rinvio ad una tradizione religiosa è il pegno che lo spirito europeo ha pagato per avere un’etica non elitaria, semplicemente esemplare, ma di popolo ed effettivamente praticata". Lo ha detto Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte Costituzionale, che nella prolusione al Master "Esperti in politica", promosso dalla Lumsa, si è soffermato sul legame tra "radici cristiane" e testi fondamentali per il dibattito attuale sulla "laicità", come la Costituzione francese del 1795. ” “Quella cristiana, ha ricordato il giurista, "non è una religione strumentalmente ridotta ad etica, ma una religione capace di risvegliare l’addormentamento storico di generazioni", affinché diventino capaci di "esercitare la libertà e la pratica delle virtù", andando oltre l’esercizio della cittadinanza come "elenco di diritti e doveri". Il pericolo di uno "scontro di civiltà", secondo Casavola, "ha fatto riemergere il ruolo delle religioni, che l’Occidente aveva contestato e contrastato, ed oggi è esploso il problema dell’etica del diritto, dell’economia, dell’ecologia…". "La pretesa dominante – ha denunciato – è quella di trarre dall’etica regole tecniche", con l’evidente difficoltà dei Parlamenti "nel regolare questioni come lo statuto dell’embrione, le tecniche di procreazione assistita, l’uso delle cellule staminali, l’aborto, l’eutanasia, l’accanimento terapeutico".” “