Il novecento ha tentato di "negare l’ebraismo e seppellirlo in una tomba, per cancellare una fede, una cultura, un popolo". Così è intervenuto Andrea Riccardi, storico delle religioni e tra i fondatori della comunità di S.Egidio, al convegno delle diocesi laziali "ebraismo in Italia: identità, incontro, dialogo", promosso oggi a Fiuggi dall’Ufficio religionale per l’ecumenismo e il dialogo. "L’umanità del 900 ha affermato di non avere bisogno dell’ebraismo per costruire il proprio futuro – ha continuato Riccardi -. Eppure, l’ebreo è il compagno di sempre". Lo storico, ha quindi, ripercorso le linee di un "positivismo occidentale" che ha "rigettato" l’ebraismo come qualcosa di "oscuro" "arcaico". Una "tentazione" per un tratto di strada condivisa anche da una parte dei cristiani, come i cattolici dell’Action française, che ha caratterizzato i nazionalismi europei, "avversari del carattere ebraico di Gesù". "Mutilato del rapporto con l’ebraismo", invece, ha concluso Riccardi, "il cristianesimo diventa qualcosa di diverso: un cattolicesimo senza cristianesimo".