TELEGIORNALE: UNIVERSITÀ CATTOLICA, "IL PROBLEMA È LA SUA IMMUTABILITÀ DA 50 ANNI"

Quale futuro per i telegiornali? Se n’ è parlato stamattina all’Università Cattolica di Milano, all’incontro “Telegiornali tra realtà e spettacolo”. Con il direttore del master in giornalismo della Cattolica, Ruggero Eugeni, e lo studioso di linguaggio televisivo, Giorgio Simonetti, sono intervenuti Maria Rosaria De Medici – conduttrice del Tg3 – e Antonio Ricci, ideatore e regista di Striscia la Notizia. Il motivo è stato il libro di Maria Rosaria De Medici “Il lavoro del conduttore”. "Quello dei telegiornali è un mondo a parte: – ha detto la giornalista Rai – un modello sempre uguale a se stesso, capace comunque di cambiare ogni giorno a secondo della notiziabilità degli avvenimenti. Il problema è la sua immutabilità: da 50 anni il tg non ha cambiato formato. Qualche segnale sta arrivando: persa la centralità di un tempo, le redazioni dei telegiornali hanno infatti ripreso a cercare la storia esclusiva, l’immagine inedita girata in diretta. È una speranza". Antonio Ricci, ha criticato i tg ufficiali "sempre più vittime di lottizzazioni partitiche" e ha svelato le origini di Striscia la Notizia:l’annuncio al Tg1 della strage di piazza Fontana nel 1991. Convinto della necessità di una controinformazione, Ricci diede vita al suo programma "per mostrare le mancanze e le lacune dell’informazione ufficiale".