ABORTO TARDIVO: MEDICI CATTOLICI (AMCI), "IL DIRITTO FONDAMENTALE DEL CONCEPITO È QUELLO A POTER NASCERE"

"Il diritto fondamentale del concepito è il diritto di nascita sul quale non si può transigere": lo dice una nota dell’Associazione Medici Cattolici Italiani (Amci), diffusa oggi al termine del consiglio nazionale svolto a Milano, nella quale viene preso in esame il tema degli "aborti tardivi", con evidente riferimento al caso di Careggi, in Toscana. L’Amci chiede "con forza una revisione della legge 194 che ponga limiti alle attuali possibilità di aborto ‘tardivo’, quello cioè consentito dalla legge dopo i primi 90 giorni di gravidanza nel caso di gravi malformazioni del feto". I medici cattolici sostengono che "la diffusione di Unità operative di rianimazione neonatale … consente la sopravvivenza dei feti di 23-25 settimane di età gestazionale dopo interruzione volontaria di gravidanza". L’Amci nota che "esiste un consistente aumento di certificati rilasciati per malattia psichiatrica della madre, che prevedono procedure d’urgenza per l’aborto". "Sono troppe le donne avviate all’aborto per i timori del sanitario (medicina difensiva) o per paura personale o per consiglio di parenti al fine di evitare noie di qualsiasi genere". Per evitare simili errori o abusi bisognerebbe puntare su "centri di diagnostica prenatale di alta valenza superspecialistica" e su un "corretto e non superficiale counseling".