Antidoping nelle scuole. La proposta del ministro Amato "ha il sapore della provocazione ma fa pensare, non solo alla diffusione della droga e in particolare della cocaina tra i più giovani, anche nelle scuole, ma anche a una certa leggerezza della società di fronte al problema". E’ quanto scrive Alberto Campoleoni, esperto in problemi educativi e scolastici, in una nota in uscita sul Sir. "Mentre si lanciano allarmi più o meno inquietanti sull’abuso delle sostanze stupefacenti afferma Campoleoni – corre parallelo un certo consenso sociale soprattutto nei confronti della cocaina, droga che individua modelli di successo e vantaggio sociale". "Genitori che prendono cocaina nel weekend per passare giorni elettrizzanti", come riferito dal ministro Amato, "una questione forte: come possiamo pretendere di tutelare le giovani generazioni da un male come quello della droga se gli adulti, in fondo, questo stesso male lo affrontano con leggerezza?". "La scuola conclude Campoleoni – è un ambiente da tenere sotto controllo perché ci sono soggetti deboli e perché può avere in sé le risorse per costruire una mentalità contraria alla droga. La scuola deve poter essere un ambiente sicuro, ecco che i controlli servono. La provocazione del ministro può essere l’occasione di ridare slancio a una preoccupazione educativa sempre più necessaria".