"L’educazione al dialogo tra i giovani di diverse confessioni e religioni è uno stimolo molto forte per i giovani cattolici dei Paesi del Mediterraneo, che negli ultimi decenni hanno assistito al susseguirsi di eventi bellici, contrasti, divisioni". Lo ha ricordato l’arcivescovo di Lubiana, mons. Alojz Uran, incontrando oggi pomeriggio la delegazione della Cei (Servizio nazionale per la pastorale giovanile e Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese) e del Centro Giovanni Paolo II di Loreto in visita per promuovere l’"Agorà dei giovani del Mediterraneo". "I Balcani ha precisato sono una zona bisognosa d’instaurare nuove relazioni". Reduci da anni di conflitto, "ci sono ancora tante ferite. Qui si vede come le differenze tra gli individui e i gruppi possano diventare fonte di odio e sofferenza, oppure occasione per vivere insieme, legati da uno stesso spirito". Ed è proprio "la cattolicità della nostra fede ha aggiunto l’arcivescovo che rende possibile costruire una società più armoniosa, dove diversità di popoli, lingue e culture rappresentano un fondamento alla vita comune". (segue)