"C’è molto lavoro da fare e vari ostacoli, soprattutto legislativi, da superare": anche José Manuel Barroso, presidente della Commissione, pur soddisfatto dell’esito del vertice, insiste sul "difficile cammino" che attende l’Ue nei prossimi mesi. "Abbiamo stabilito spiega il capo dell’Esecutivo – che l’Unione dovrà complessivamente ridurre del 20% le emissioni di Co2 da qui al 2020. Ma ora occorre precisare quale sarà il contributo di ciascuno Stato. Ci sono paesi che hanno già intrapreso questa strada, altri no. Lo stesso vale per il ricorso alle energie rinnovabili. Ci aspetta un negoziato serrato, che dovrà tener conto della situazione in cui oggi si trova ogni paese. Credo che l’integrazione passi anche da questa strada". Le prime proposte operative giungeranno dalla Commissione "nel terzo trimestre 2007", specifica Barroso. Circa i costi da affrontare per la "scommessa verde" dell’Ue, la Merkel non si pronuncia, anche se riconosce la necessità "di significativi investimenti". Restano aperte inoltre le questioni legate al nucleare, energia utilizzata in Francia e in diversi altri Stati. Il summit si è occupato quindi della Strategia di Lisbona, della "better regulation", della politica estera (a dicembre si svolgerà un vertice Ue-Africa).