ABORTO TERAPEUTICO: MOVIMENTO PER LA VITA, "LA LEGGE DEL PIÙ FORTE"

Una patologia, spiega ancora Romano, che comporta "l’assenza totale di esofago, o la comunicazione tra esofago e trachea", è presente "in circa tre neonati su 10mila" e sulla quale "la correttezza diagnostica è possibile solo dopo la 24ª settimana di gravidanza". Di qui, "in caso di sospetto, l’importanza di ripetere i controlli ecografici per la certezza della diagnosi" e di "dare un’informazione chiara e completa alla coppia di genitori sull’eventuale patologia rilevata, ma anche sui possibili percorsi assistenziali (terapie e correzioni chirurgiche)". "In una donna che viene informata di una malformazione del feto che porta in grembo, reale o sospetta, – spiega ancora il ginecologo – si sviluppa uno stato di panico che innestandosi in una cultura fortemente soppressiva nei confronti della disabilità, spesso conduce, purtroppo, a queste scelte". Una cultura che, "pur paludandosi di progresso scientifico, è sottile espressione della legge del più forte che prevale sul più debole". Per il vicepresidente Mpv "una società che non accoglie il disabile o il malato è una società illiberale e antidemocratica", e "il problema non è la legge 194, la sua attuazione completa o parziale, la sua eventuale violazione, ma piuttosto l’approccio etico e culturale a queste tematiche".