"È una società degenere questa che finge di preoccuparsi dei malati e dei disabili facendo di tutto per ucciderli prima che nascono. Se c’è un bambino che lotta tra la vita e la morte all’ospedale Careggi di Firenze è perché qualcuno, ritenendolo malato, ha tentato di ucciderlo provocando un parto prematuro". Lo dichiara oggi in una nota a proposito di recenti fatti di cronaca, Don Oreste Benzi, fondatore dell’associazione "Comunità Papa Giovanni XXIII". "Vedendolo nascere sano scrive si è chiamato il neonatologo chiedendo di salvarlo, procedura prevista dalla legge 194 che imporrebbe di salvare i bambini nati vivi dall’aborto volontario, ma quasi mai attuata". "L’episodio di malasanità osserva non sta nella diagnosi errata sullo stato di salute del bambino, ma nel fatto che quel bambino sia stato strappato alla propria madre proprio da chi doveva salvaguardarne la salute e la vita. La stessa sorte tocca a 900 bambini che ogni anno in Italia nascono vivi da un aborto oltre le 21 settimane e vengono lasciati morire senza nessuna assistenza. Questo è l’aborto cosiddetto ‘terapeutico’", che uccide il paziente per evitare di curarlo. Ma è proprio vero conclude don Benzi che in Italia è stata abolita la pena di morte? Sì, ma non per i bambini.".