Bombardi sottolinea l’importanza del "progetto di sviluppo delle Caritas regionali, che comprende tutte quelle che operano nei Paesi dell’ex Jugoslavia, in Albania, Romania e Bulgaria". Allo stesso tavolo siedono serbi, kosovari, bosniaci e così via, "superando le divisioni per operare insieme". L’attività della Caritas guarda avanti, "più di quanto abbiano fatto le istituzioni internazionali", lamenta Bombardi, ricordando come "tra i destinatari del progetto terra vi siano diversi le cui case sono state ricostruite dall’Onu, ma poi sono stati abbandonati a loro stessi". "Questi, alla fine hanno abbandonato la casa, magari ritornando nei campi profughi, perché lì, almeno, non erano soli e si sentivano protetti". Nel 1995, denuncia, "l’Unione Europea ha fermato la guerra, ma nel 2007 gli accordi di Dayton non bastano più, bisogna fare un passo avanti per costruire un futuro a questi popoli". Secondo una massima che circola tra quanti operano in questa zona dei Balcani, infatti, "Dayton ha fermato la guerra, ma non ha costruito la pace".