” “In Bosnia convivono tre popoli: i croati (di religione cattolica), i bosniaci (musulmani) e i serbi (ortodossi). La pastorale giovanile si è strutturata solo di recente. "Negli anni del comunismo precisa don Marsić alla Chiesa cattolica era proibita ogni iniziativa per i giovani, compreso il catechismo. Terminata quest’esperienza, la guerra tra il 1992 e il 1995 ha distrutto tutto: in quel periodo la prima esigenza era sopravvivere, e non ci si poteva certo permettere di pensare a come strutturare una pastorale giovanile. Ancora, finita la guerra, la necessità più impellente è divenuta quella di ricostruire le chiese e riportare i fedeli nelle loro parrocchie". Nelle 4 diocesi presenti nel Paese "si è cominciato a parlare di responsabili per la pastorale giovanile nel 2004, e solo dal 2005 vi è un ufficio nazionale promosso dalla Conferenza episcopale della Bosnia ed Erzegovina".” “