Il punto più cruciale, per Ribolzi, è, comunque, "la questione della parità": "Si chiarisca una volta per tutte ha dichiarato – se il sistema nazionale di formazione introdotto dalla legge 62/2000 esiste o no: se esiste, il sistema paritario ha pari dignità di quello statale e va giudicato in base ai suoi risultati e non alla sua qualificazione giuridica. Se funziona, va reso disponibile a tutte le famiglie e non solo a quelle che se lo possono permettere". Insomma, "il ministro potrebbe farsi promotore di una seria valutazione dei costi e dei benefici di modalità differenti di finanziamento dell’istruzione, che allarghi quella libertà di scelta delle famiglie che nel nostro paese è poco più che simbolica". A chi ha sollevato la questione, durante la presentazione del libro bianco, che il documento con il suo giudizio negativo sulla nuova riforma della scuola rappresenti una presa di posizione politica, hanno risposto due presidenti emeriti dell’Agesc: Roberto Lombardi ha sottolineato che "l’associazione è stata sempre costruttivamente polemica con i ministri dell’Istruzione" e che "oggi ci si misura con un arretramento della politica sui temi della scuola", mentre Enzo Meloni ha evidenziato che "la precedente legge 53/2003 aveva un’impostazione positiva perché concepiva la scuola come comunità educante ponendo al centro la formazione del ragazzo".” ” ” “