” “"Non vi è alcun dubbio – sottolinea D’Agostino – che non è possibile praticare cure coercitive contro la volontà del paziente, anche se si tratta di pazienti in situazioni estreme come Welby. L’importante è non appiattire questa vicenda sul piano medico-legale. Se su questo piano e su quello giuridico-penale dopo il pronunciamento della magistratura non ci sono certamente motivi per ipotizzare che siano stati commessi reati, sul piano deontologico e bioetico si può ritenere che il caso Welby" rappresenti "una sconfitta della medicina ippocratica, cioè di quella medicina che ritiene che le cure, nel senso più alto del termine, non debbano mai essere sospese, in particolare nei confronti di quei malati che pur non essendo guaribili sono sempre curabili, fino all’ultimo momento della loro vita. I medici che stanno realmente vicino ai propri pazienti conclude il presidente Ugci – sono quelli che, coerenti con il codice deontologico, si rifiutano di staccare la spina e sostengono i malati fino alla fine". ” ” ” “