” “Non sono piaciute a don Giovanni Desio, direttore del settimanale diocesano di Ravenna-Cervia, "Risveglio duemila", le dichiarazioni di Fabrizio Moro, vincitore della sezione giovani del Festival di Sanremo, dopo la vittoria: "il mio conto in banca non è ancora cambiato". "Nulla toglie osserva il sacerdote – che il brano ha una sua forza, potenza e ragion d’essere, però adesso mi chiedo quanta malizia ci sia stata in termini strumentali nel fare un testo, dedicato ai giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, che logicamente raccoglie il consenso tra la gente perché sono fatti legati alla coscienza collettiva". Per don Desio, "l’impegno maggiore dal punto di vista della composizione dei testi e dell’interpretazione convincente è stato dei cosiddetti ‘campioni’, mentre ho visto un gruppo di giovani che nel modo di fare, negli ammiccamenti e negli intenti, sono sembrati più smaniosi di raggiungere una platea, di salire sul palco, un po’ ‘rampicanti rampanti’: questo nella sezione giovani mi ha generato delle perplessità". È anche vero, aggiunge il sacerdote, "che questa formula festivaliera non ha reso giustizia al gruppo dei giovani perché sono stati gli unici di fatto a sottoporsi alla gogna della gara dell’esclusione". (segue)” “