Un "grazie" alla donna, "chiamata a vivere questo tempo di grandi trasformazioni e progressi e nello stesso tempo di grande confusione morale, culturale e spirituale", per "la fede che custodisci tra le mura domestiche e porti nei luoghi di lavoro dove si esprime la tua professionalità, per la tua capacità di coniugare i bisogni della vita e della famiglia con quelli della comunità ecclesiale e della convivenza sociale". Lo rivolge mons. Gianni Danzi, arcivescovo di Loreto, in occasione della festa della donna, che a livello diocesano si celebrerà il 4 marzo su iniziativa del Centro italiano femminile locale. "La tua operosità e la tua vicinanza – aggiunge il presule – umanizza ogni situazione e sono chiaro riflesso, seppur pallido, dell’amore eterno di Dio verso ogni creatura". In questo tempo "segnato dal relativismo e dalla superficialità", per mons. Danzi, "vince chi ama di più": di qui l’invito alle donne a fare dell’amore la "vera grande forza" e a coltivare "la vita di grazia, vera forza che rinnova il mondo e che può portare una linfa vitale all’odierna cultura del pensiero debole così condizionato dagli impulsi dell’attimo fuggente". Coltivare la pazienza, conclude, "è forse il contributo più concreto che la donna può regalarci, l’unico che può portare un afflato di umanità al mondo, così tentato dall’arido efficientismo e dai successi del potere".