Per il card. Ruini, "il Dio della fede cristiana è dunque sì il Dio della metafisica, ma è anche, e identicamente, il Dio della storia, il Dio cioè che entra nella storia e nel più intimo rapporto con noi. E’ questa, secondo Joseph Ratzinger, l’unica risposta adeguata alla questione del Dio della fede e del Dio dei filosofi". Il presidente della Cei, dopo aver ricordato poi come Habermas concepisca l’alleanza "tra ragione secolarizzata e ‘illuminata’ e ragione teologica" su basi "nettamente diseguali" a vantaggio della prima, ha chiarito la "prospettiva" del Papa: attraverso diverse motivazioni, egli "mostra che la razionalità non può essere spiegata con l’irrazionale e che il soggetto umano non può essere ricondotto ad un oggetto né conosciuto adeguatamente attraverso i modi e i metodi con cui si conoscono gli oggetti". Benedetto XVI è, però, "pienamente consapevole non solo che questo genere di considerazioni e argomentazioni vanno al di là dell’ambito della conoscenza scientifica e si pongono al livello dell’indagine filosofica, ma anche che sullo stesso piano filosofico il Lógos creatore non è l’oggetto di una dimostrazione apodittica, ma rimane ‘l’ipotesi migliore’, un’ipotesi che esige da parte dell’uomo e della sua ragione ‘di rinunciare a una posizione di dominio e di rischiare quella dell’ascolto umile’". (segue)