"In particolare precisa mons. Forte il Papa mette in luce come la buona novella della speranza, come dono che viene da Dio e inizia in noi la vita eterna, sia stata trasformata nell’epoca moderna in una sorta di sconfinata fiducia nelle possibilità dell’uomo: la «redenzione» come dono di Dio è stata convertita in «emancipazione», opera dell’uomo che agisce da solo. Questo programma, però, si è rivelato fallace: i grandi racconti emancipatori, e cioè le ideologie moderne, hanno prodotto un cumulo enorme di violenza e di dolore". Mons. Forte ricorda, inoltre, come "i temi su cui si sofferma l’Enciclica" trovino "applicazione negli ambiti" del Convegno ecclesiale di Verona. "In ognuno degli ambiti sottolineati da Verona è la preghiera che nutre la speranza nell’incontro con la sua sorgente, il Dio vicino, l’Amato; è la sofferenza, offerta per amore, che sostiene ed esprime la fedeltà e testimonia nel tempo la speranza più grande; ed è il giudizio maturato sotto lo sguardo del Dio che viene che libera da inganni e manipolazioni". Se Verona "insiste sugli ambiti conclude mons. Forte il Papa ha messo l’accento sulle attitudini necessarie per vivere in essi la speranza della fede".