” “Occupandosi del "giudizio", nella parte conclusiva dell’Enciclica, Benedetto XVI scrive che "nella gran parte degli uomini così possiamo supporre rimane presente nel più profondo della loro esistenza un’ultima apertura interiore per la verità, per l’amore, per Dio. Nelle concrete scelte di vita, però, essa è ricoperta da sempre nuovi compromessi con il male". Il Papa allora chiede: "Che cosa avviene di simili individui quando compaiono davanti al Giudice? Tutte le cose sporche che hanno accumulato nella loro vita diverranno forse di colpo irrilevanti?". La risposta ridona il senso della speranza cristiana. "L’incontro con Lui (il Cristo) è l’atto decisivo del Giudizio. Davanti al suo sguardo si fonde ogni falsità. È l’incontro con Lui che, bruciandoci, ci trasforma e ci libera per farci diventare veramente noi stessi". "Nel dolore di questo incontro, in cui l’impuro e il malsano del nostro essere si rendono a noi evidenti, sta la salvezza". (segue)” “