” “Nella parte centrale dell’Enciclica, il Papa affronta un tema che gli sta molto a cuore: il rapporto fede-ragione. Dopo aver ricordato lo sviluppo scientifico degli ultimi secoli, riferendosi al pensiero di Bacone scrive che "la restaurazione del «paradiso» perduto non si attende più dalla fede, ma dal collegamento appena scoperto tra scienza e prassi", e "grazie alla sinergia di scienza e prassi seguiranno scoperte totalmente nuove, emergerà un mondo totalmente nuovo, il regno dell’uomo". La "concretizzazione politica di questa speranza" trova nella Rivoluzione francese e nell’Illuminismo due tappe fondamentali del "regno della ragione e della libertà". Con Engels e Marx, aggiunge, "essendosi dileguata la verità dell’aldilà, si sarebbe ormai trattato di stabilire la verità dell’aldiqua. La critica del cielo si trasforma nella critica della terra, la critica della teologia nella critica della politica". Si domanda quindi: "Quand’è che la ragione domina veramente? Quando si è staccata da Dio?". La risposta è che "un «regno di Dio» realizzato senza Dio un regno quindi dell’uomo solo si risolve inevitabilmente nella «fine perversa» di tutte le cose descritta da Kant". Per questo "la ragione ha bisogno della fede per arrivare ad essere totalmente se stessa: ragione e fede hanno bisogno l’una dell’altra per realizzare la loro vera natura e la loro missione". (segue)” “