” “"Siamo preoccupati che attraverso il video, per pure esigenze cinematografiche, si esalti la figura di un boss mafioso, che oggettivamente ha incarnato il male. Sarebbe utile che registi, sceneggiatori e produttori prendano seriamente in considerazione gli effetti del loro lavoro, soprattutto sui minori". Ad esprimere delle perplessità sulla fiction "Il capo dei capi", in onda su Canale 5 dal 25 ottobre la cui ultima puntata sarà trasmessa stasera, è Luca Borgomeo, presidente dell’associazione di telespettatori di matrice cattolica "Aiart". "Forse prosegue Borgomeo – contemporaneamente sarebbe utile un’informativa da parte di Canale 5 per ricordare chi era davvero Riina" e cioè "un sanguinario boss mafioso". "Molto probabilmente conclude Borgomeo prima di fare sulla sua figura una fiction ci sarebbe dovuto pensare sopra. Tante persone, tra cui sacerdoti e cattolici impegnati in politica, sono morti per contrastare la ‘piovra’. Attraverso la fiction, il rischio è che adolescenti e bambini vedano in Riina quasi un personaggio fascinoso e forte".