” “Al di là delle differenze tra i vari Paesi, "legate spiega il segretario Ccee – alla varietà dell’esperienza religiosa nel continente e ai diversi statuti giuridici dell’insegnamento della religione, dalla ricerca emerge l’importante ruolo di questo insegnamento, ancorché in Europa si stia facendo strada una cultura sfavorevole e sospettosa nei confronti della religione, considerata come un fatto privato, che non dovrebbe trovare spazio nella didattica. Eppure il suo insegnamento è indispensabile per capire l’identità, l’agire, l’arte, la storia, la cultura di un popolo. La religione inoltre risponde alle domande cruciali sulla visione dell’uomo, il senso della vita, la convivenza tra i popoli ed è oggetto di studio da parte di diverse discipline scientifiche e di rinnovato interesse da parte di molte persone". Per mons. Giordano il suo insegnamento ha la "scientificità" delle altre materie. "Non è chiarisce un itinerario di fede o una catechesi; è, piuttosto, una scienza che studia l’evento religioso" e, in quanto tale, "richiede insegnanti competenti ma, al tempo stesso, inseriti personalmente in un’esperienza di fede". È pertanto giusto "che sia la Chiesa a concedere loro l’idoneità e la missio canonica". (segue)” “