Continua in India la fuga della scrittrice bengalese Taslima Nasrin, adottata da molte organizzazioni internazionali come simbolo della minaccia religiosa integralista alla libertà di espressione. Era fuggita negli anni Novanta dal suo Bangladesh dove era stata oggetto di minacce di morte. Da allora vive esule tra Europa e India. La scorsa notte è stata nuovamente prelevata dalla residenza governativa di Delhi dove si trovava da soli due giorni e portata in una località segreta. La scrittrice è in fuga dal 22 novembre, dopo i tumulti provocati da gruppi di estremisti musulmani nella città di Calcutta, dove viveva da tre anni sotto la protezione del governo indiano. La protesta violenta di gruppi radicali che chiedono che alla scrittrice venga ritirato il visto permanente, affiancati da elementi della malavita locale, aveva messo a ferro e fuoco il centro della città, costringendo le autorità a far intervenire l’esercito. Fonti delle forze armate e dei servizi segreti indiani hanno indicato i responsabili dei disordini in noti estremisti che nelle settimane precedenti, provenendo da diverse zone dell’India settentrionale, avevano visitato le moschee di Calcutta.