"Spesso il servizio pubblico, pure dove è presente, si limita a sostenere iniziative del privato sociale, raggiungendo appena il 30% del totale" dei senza dimora, ha rilevato Pollo, il quale ha invece indicato "il notevole intervento della Chiesa attraverso la costituzione di reti di servizi con mense, ricoveri notturni, assistenza legale e medica realizzati da diocesi, parrocchie, congregazioni religiose e associazioni. In Italia poi, ha rilevato il docente della Lumsa, un ruolo particolare è svolto dalle Caritas diocesane che in due decenni hanno costantemente incrementato l’offerta dei servizi, anche con un carattere innovativo". Dopo la presentazione di dati, Pollo ha rilevato che "nel 50% delle iniziative ecclesiali viene svolta esclusivamente un’attività di accoglienza e erogazione di prestazioni, anche a carattere educativo e risocializzante, mentre le attività di carattere pastorale si declinano in modi e forme molto differenziate a seconda delle realtà nazionali e dell’organismo che le promuove. Negli Usa, ad esempio, l’offerta della cura religiosa avviene solo su richiesta, mentre in Italia il cuore dell’attività pastorale tende ad integrare tutte le dimensioni della persona e nella restituzione di questa persona alla responsabilità della comunità cristiana".