"L’importante, nella situazione sanitaria del nostro Paese, sarebbe di non portare il medico all’esasperazione e allo sciopero, perché chi fa il medico, cosciente o meno, ha deciso di stare dalla parte di chi ha bisogno": lo dice Alfredo Anzani, vice-presidente della Feamc (Federazione europea delle Associazioni dei medici cattolici). "Lo sciopero dei medici è un controsenso, ma occorre che chi si occupa del bene comune prenda atto e metta la salute al centro dell’attenzione. Altrimenti continueremo ad agire senza una visione organica dei problemi, con interventi a pioggia a lungo andare non efficaci". "Anche in un’ottica europea prosegue Anzani occorre una politica globale, mettendosi attorno al tavolo e stilando un elenco delle priorità ‘vere’: queste vanno assicurate, il resto si abbia il coraggio di dire che corrisponde a una ‘medicina del desiderio’". "Va anche considerato aggiunge che basta prendere un aereo e in due ore di volo raggiungere un Paese dell’est europeo, per comprendere come determinate situazioni che da noi sembrano inaccettabili, là possono essere la norma. Semmai in Italia il disagio della categoria non è solo economico, ma il medico desidera essere messo nelle condizioni di poter lavorare bene e professionalmente, senza coercizioni burocratiche".