"La madre Chiesa, sposa di Cristo, vi dona questa insegna ha aggiunto Benedetto XVI – come memoria del suo Sposo, che l’ha amata e ha consegnato se stesso per lei. Così, portando l’anello cardinalizio, voi siete costantemente richiamati a dare la vita per la Chiesa". Anche "nella visione paolina ha, quindi, spiegato il Papa, commentando la Lettera ai Colossesi – la croce è inquadrata all’interno dell’intera economia della salvezza, dove la regalità di Gesù si dispiega in tutta la sua ampiezza cosmica". Questo testo dell’Apostolo esprime, per il Pontefice, "una sintesi di verità e di fede così potente che non possiamo non restarne profondamente ammirati. La Chiesa è depositaria del mistero di Cristo: lo è in tutta umiltà e senza ombra di orgoglio o arroganza, perché si tratta del dono massimo che ha ricevuto senza alcun merito e che è chiamata ad offrire gratuitamente all’umanità di ogni epoca, come orizzonte di significato e di salvezza". Insomma, "non è una filosofia, non è una gnosi, sebbene comprenda anche la sapienza e la conoscenza. E’ il mistero di Cristo; è Cristo stesso, ‘Logos’ incarnato, morto e risorto, costituito Re dell’universo". Di fronte allo "splendore di questa rivelazione" il compito dei cardinali è "annunciare al mondo la verità di Cristo, speranza per ogni uomo e per l’intera famiglia umana". (segue)