Nel prendere nota della presentazione delle nuove iniziative che l’Ue intende realizzare a sostegno della propria azione esterna, tra le quali l’Alto rappresentante per la politica estera, i vescovi della Comece (Commissione episcopati comunità europea) hanno auspicato che "queste nuove disposizioni possano rinforzare la coerenza e l’efficacia dell’azione dell’Unione europea nel mondo". Concludendo oggi a Bruxelles l’assemblea plenaria della stessa Comece i vescovi, considerato che questa nuova figura "sarà chiamata a difendere il rispetto della libertà religiosa, che appartiene alla sfera dei diritti umani", hanno proposto che "tra l’Alto/a rappresentante, le Chiese e le comunità di fede si stabilisca un contatto regolare". Inoltre hanno auspicato che "nel futuro servizio Ue per l’azione esterna ci sia un’unità di consulenza con l’incarico di evidenziare, quando necessario, la dimensione religiosa delle questioni internazionali". "Si tratta ha commentato il vicepresidente Comece, Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino – di prendere atto che la religione non é una forza spenta ma una risorsa fondamentale per affrontare difficoltà e crisi puntando alla pace".