Pubblichiamo la nota SIR sulla XV assemblea nazionale elettiva della Federazione italiana settimanali cattolici (Roma, 22-24 novembre).
Quale il ruolo e la missione dei settimanali diocesani nell’oggi della Chiesa e della società italiana? La domanda è doverosa nel momento in cui la Fisc, Federazione italiana settimanali cattolici (168 testate, 1 milione di copie), sta tenendo a Roma la sua assemblea elettiva triennale.
La risposta non può che essere quella di sempre: i settimanali diocesani si riconoscono fin dall’origine come "giornali della Chiesa e giornali della gente", strumenti chiamati per vocazione propria a dare voce alla comunità cristiana fatta non da élites, bensì da un popolo che vive i problemi, le difficoltà, le speranze di ogni persona, di ogni famiglia. Tutto questo grazie all’incarnazione in un territorio, quello della Chiesa locale. Ecclesialità, territorialità, popolarità costituiscono, quindi, il radicamento irrinunciabile dei settimanali aderenti alla Fisc. Radicamento da non tradurre in sterile localismo, ma che sappia partire dal territorio, giungendo a fare risuonare in esso la più ampia realtà della Chiesa italiana e universale, nonché della società italiana e del mondo intero. Insomma, il territorio non come limite, ma come punto di osservazione per allargare lo sguardo.
Proprio in virtù di questo sguardo attento al locale in una dimensione universale nei settimanali diocesani appaiono tutte le problematiche che interessano la gente: non sono, infatti, giornali di informazione ecclesiale, bensì giornali ecclesiali di informazione generale. Con l’occhio e la mente impegnati a scrutare e leggere i grandi problemi che toccano oggi da vicino, in Italia e in Europa soprattutto, la vita concreta della società, delle famiglie, delle persone.
Ecco allora chiarificarsi i campi prioritari di interesse dei settimanali aderenti alla Fisc: l’uomo, la persona, la famiglia, la vita, l’educazione dei giovani. In una società che tende a leggere tutto in chiave scientista, positivista ed economica, queste realtà rischiano di essere lette culturalmente solo come strumenti, come oggetti da manipolare, da usare.
Giustamente, aprendo l’assemblea della Fisc il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, ha richiamato "la questione antropologica" come compito fondamentale da affrontare da parte dei settimanali diocesani: "Chiedo a voi e ai vostri settimanali di essere, sempre più e particolarmente oggi, veicoli sistematici e continuativi di quell’antropologia cristiana che è anche profondamente umana". Tutto questo da realizzare dentro quel grande impegno corale che è "il progetto culturale della Chiesa italiana". È l’appello che nei giorni precedenti mons. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, aveva rivolto con fiducia ai rappresentanti della Fisc e del Sir. L’incoraggiamento di mons. Bagnasco si era ampliato anche al servizio dei settimanali diocesani, tramite il Sir, in Europa.
Tutto questo lavoro di informazione e formazione, di cultura e di testimonianza i settimanali lo potranno fare grazie anche agli strumenti di collaborazione di cui nel tempo si sono dotati, in primo luogo il Sir, Servizio informazione religiosa, l’agenzia che ogni giorno e ogni settimana offre ai settimanali informazioni, approfondimenti e commenti che allargano lo sguardo dal territorio della Chiesa locale, alla realtà italiana ed europea, al mondo intero.