"Trovare delle forme di acquisizione della cittadinanza italiana per la cosiddetta seconda generazione, sarebbe una forma prudente. Ci sono molti cittadini stranieri che ormai nascono in Italia e cresceranno qui, vivranno qui la loro fase adolescenziale. Per questo mi sembra abbastanza improprio che bisogna attendere che compiano il 18° anno di età, che maturino la residenza continuata per 18 anni nel nostro Paese per diventare cittadini italiani". A parlare al Sir è Le Quyen Ngo Dinh, responsabile dell’area immigrati della Caritas diocesana di Roma, commentando le parole pronunciate ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul tema della cittadinanza, davanti ai giovani italiani e stranieri in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia. "La legge sulla cittadinanza ha detto Napolitano – va modificata, perché è troppo restrittiva. Bisogna aprire canali nuovi di accesso alla cittadinanza italiana, per tanti ragazzi e per tanti giovani". (segue)