” “"Far sì che la flessibilità non si trasformi inesorabilmente in precarietà", attraverso un’"inversione di tendenza" che parte "da un intervento culturale forte". E’ la "ricetta" per tentare di risolvere un "fenomeno tutto italiano": quello per cui, in questi anni, "è aumentata l’occupazione, mentre l’economia ha ristagnato". A consegnarla al Sir è Luigi Campiglio, docente di politica economica all’Università Cattolica di Milano, commentando gli ultimi dati Isfol, dai quali risulta tra l’altro che un lavoratore italiano su dieci è precario, e che i lavoratori più penalizzati risultano i giovani e le donne (10 milioni in Italia le donne senza lavoro). In Italia, spiega Campiglio, a dominare è "un’occupazione di mediocre qualità, sia nei contenuti e nelle modalità che nei livelli retributivi, per cui è penalizzato soprattutto chi entra nel mercato del lavoro". Ciò è dovuto al fatto che "abbiamo avviato come paese, a partire dalle leggi Treu e Biagi, modalità di risposta a problemi che appartenevano al decennio passato. Agli inizi degli anni Novanta, infatti, era il problema occupazionale, in particolare giovanile, quello più drammatico. Ora, non è tanto la disoccupazione giovanile la questione più importante, quanto un uso inappropriato conclude Campiglio – di queste norme legislative, che dovrebbero consentire flessibilità alle imprese, dove è necessario". (segue)” “