"Vorremmo sapere se i lavoratori provenienti dalla Polonia devono ancora ottenere un permesso di lavoro e di soggiorno in Francia. Potete aiutarmi?": con tale quesito, Sandrine Jean, del centro sociale Odyssee, nel Gard (Francia), è risultata l’utente numero 100mila che si è rivolta al servizio Europe Direct, la hotline informativa della Commissione. La chiamata è giunta il 13 novembre al numero verde (00800 6 7 8 9 10 11). L’Esecutivo traccia un primo bilancio del servizio rivolto ai cittadini dei 27 Stati membri, di quelli candidati e di paesi terzi; la vicepresidente Margot Wallström afferma che "Europe Direct è a disposizione dei cittadini" e intende "metterli in contatto con le istituzioni Ue, rispondere ai loro quesiti e ascoltare le loro preoccupazioni". Il servizio, inaugurato nel 1998, è accessibile a chiunque "e la gamma degli operatori telefonici spiega una nota della Commissione – copre tutte le lingue ufficiali comunitarie". I quesiti, pervenuti anche tramite email, ricevono mediamente una risposta entro 3 giorni lavorativi, ma "per questioni più complesse può essere necessaria la consulenza di un esperto" e quindi alcuni giorni in più. Fra gli argomenti sui quali vengono chieste informazioni si trovano quelle legate al mercato interno (viaggiare, studiare e lavorare nell’Ue), al roaming, al nuovo Trattato Ue.