ECUMENISMO: POP (METROPOLITA ORTODOSSO), "CHIAREZZA, IDENTITÀ, DOTTRINA SOCIALE COMUNE"

"A Sibiu abbiamo conosciuto anche i limiti del dialogo, così come a Ravenna – ha rilevato il metropolita Pop -; ma da quell’incontro sono uscite almeno tre indicazioni: la necessità di chiarezza e verità, di una ricerca di unità pur mantenendo la propria identità senza rinunciare ai dogmi di ogni confessione, l’importanza di approfondire la spiritualità e la dottrina sociale comune dei cristiani". Per il metropolita "dobbiamo studiare meglio la vita e il pensiero della Chiesa del primo millennio, quando avevamo l’unità; un’unità che dobbiamo imparare e insegnare di nuovo". Il metropolita si è quindi soffermato sulle difficoltà dei rumeni in Italia. "Difficoltà non di oggi – ha osservato -. Del resto l’immigrazione non è mai facile, né per chi arriva, né per chi accoglie, ma in questi giorni sono i nostri bambini a soffrire di più, soprattutto a causa dell’immagine che i massmedia offrono di noi". "Chiese sorelle, popoli fratelli": richiamando una celebre affermazione del patriarca Atenagora, mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo ha concluso: "Per noi cristiani europei vi sono oggi due alternative: essere complici dello sfarinamento di un’Europa triste che rischia di non contare più nulla, o impegnarsi per recuperarne e rilanciarne la vocazione profonda che affonda le radici in tanta sapienza cristiana".