"La riforma della sanità penitenziaria che avverrà con l’attuazione del decreto legislativo 230/99, per cui spingiamo, segnerà un passaggio storico, ma la riforma non finisce qui". Lo ha detto Bruno Benigni della presidenza del Forum nazionale per il diritto alla salute dei detenuti, oggi nel convegno "Diritto alla salute in carcere" tenutosi oggi al Senato. Nell’incontro è stato annunciato il prossimo emendamento alla finanziaria che regolerà il passaggio delle risorse della sanità penitenziaria al Ssn. "Per la prima volta ha detto un’istituzione entra nelle carceri. Conferire responsabilità per la salute dei detenuti al Ssn e alle Regioni contribuisce a portare avanti in concreto l’affermazione di principio che il carcere è società e le istituzioni devono occuparsene". "Questo passaggio ha aggiunto comporterà la necessità di individuare forme di collaborazione tra i due ministeri e modelli operativi di riferimento per le Regioni, al problema presente della precarietà professionale degli operatori sanitari dei penitenziari". Sono 45 mila, secondo dati del Forum, le persone presenti carceri italiane. Secondo dati relativi al 2004-05 la salute sarebbe buona tra i detenuti per il 20%, mediocre e scadente per il 75%, grave il 4/5%. Le patologie più diffuse sono tossicodipendenza (25%) e malattia mentale (17%)