Baby squillo, giovani che vendono il proprio corpo, altri che creano giri di prostituzione per pagare i debiti di gioco. Ancora, dodicenni che vanno in discoteca per "mettersi in mostra" e da grandi sognano di diventare famosi. Per Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dello sviluppo all’Università "La Sapienza" di Roma, "i ragazzi per crescere hanno bisogno di valori e ideali: è chiaro che cercano il successo, ma bisogna capire che cosa gli adulti propongono loro come modelli di successo". In merito all’allarme lanciato nei giorni scorsi dal ministro Amato, che ha parlato di giri di baby prostituzione per pagare i debiti di gioco, la psicologa conviene che si tratta di un "fatto grave", anche se andrebbe maggiormente contestualizzato. "Il ministro non ha dato l’entità del fenomeno, né ha specificato i luoghi", osserva, evidenziando come in contesti di arretratezza culturale "sia più facile il verificarsi del fenomeno". Alla base, comunque, "c’è una grossa carenza educativa, ma bisogna rendersi conto che i ragazzi non si educano da soli, davanti agli schermi di tv e computer". "Il rapporto educativo sottolinea richiede persone vere, che interagiscono, seguono i ragazzi, li aiutano a interpretare. Ma oggi sono carenti i buoni maestri, sia in ambito familiare, sia in quello scolastico". (segue)