Le migrazioni "costituiscono oggi una caratteristica della nostra epoca". Lo ha detto, ieri, mons. Ricardo Blázquez Pérez, presidente della Conferenza episcopale spagnola, nella prolusione dell’Assemblea plenaria dei vescovi, facendo riferimento alla presentazione per l’approvazione della nuova redazione del documento "Chiesa in Spagna e pastorale migratoria". Il presule ha, quindi, snocciolato alcuni dati: "Per quel che riguarda il nostro paese, il fenomeno migratorio ha cambiato segno negli ultimi anni. Siamo passati dall’essere un paese di emigrazione ad essere uno dei paesi dell’Europa con più elevato numero di immigrati". Quest’inversione di rotta "si è realizzata in poco tempo. Le cifre sono eloquenti: in dieci anni il numero di stranieri è passato da 542.314 nel 1996 a 4.144.166 nel 2006". A giudizio del vescovo, "l’integrazione degli immigranti esige, tanto da parte del paese che li accoglie che da parte dei lavoratori e delle loro famiglie, un sforzo paziente e sostenuto; gli immigranti devono vedere riconosciuti i loro diritti umani e lavorativi e, a loro volta, devono rispettare le leggi e le tradizioni legittime del paese che li riceve". Se tutti lavorano "alla ricerca dell’integrazione degli immigranti ha concluso – i possibili germogli di rifiuto ed esclusione saranno soffocati facilmente".