"Una constatazione amara". Così Alessandro Meluzzi, psichiatra ed esperto di mondo giovanile definisce la denuncia del ministro dell’Interno Giuliano Amato del fenomeno della baby-prostituzione per pagare i debiti di gioco. Quanto denunciato dal ministro, secondo Meluzzi, "trova la sua ragion d’essere nella crisi della famiglia, nella mancanza di senso dei percorsi educativi, nel deserto dei valori". Tutto questo mette alla prova anche, ma non solo, "la capacità della Chiesa a parlare il linguaggio della famiglia e dei giovani". Quest’ultimi, aggiunge l’esperto, "non sono creature degenerate ma abbandonate che bisogna cercare di raggiungere". La chiave per avvicinarle può essere rappresentata "da una proposta di speranza, da un orizzonte di accoglienza amorevole, da luoghi di incontro con messaggi positivi e non distruttivi". In questo ambito è quanto mai "urgente la testimonianza coerente di adulti, credenti e non credenti" perché "l’inversione di tendenza non può venire solo dalle leggi e dalle punizioni. I reati contro l’infanzia e l’adolescenza in Italia sono puniti con leggi severe." Insomma, conclude Meluzzi, " non sono fatti legati alla carenza degli organi di polizia".